Al giorno d’oggi, grazie alla diffusione di innumerevoli dispositivi quali smartphone, tablet e computer portatili, siamo in grado di accedere ad Internet praticamente da ogni luogo.

Insieme a questa possibilità di connettersi da qualsiasi dispositivo, c’è anche la necessità di avere a disposizione tutti i nostri file più importanti, di lavoro o personali, su ognuno di essi nell’arco della giornata.

Una soluzione a questa necessità è sicuramente l’utilizzo del cloud storage, cioè di uno spazio di archiviazione personale, accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo attraverso una semplice connessione Internet.

Ma cos’è il cloud storage?

É un modello di cloud computing, ovvero un utilizzo on-demand delle risorse IT con una tariffazione basata sul consumo, che permette di memorizzare dati su internet tramite un provider di servizi cloud che gestisce un servizio di storage.

Per  comprendere meglio il concetto di cloud computing, basti pensare ai servizi di posta elettronica di uso comune, come Gmail, Yahoo, Hotmail…, ai quali è possibile accedere da qualsiasi PC o smartphone: nessuna e-mail inviata o ricevuta occupa nativamente spazio sul proprio disco rigido locale, ma viene archiviata sui server dei provider di posta elettronica, in cloud.

Allo stesso modo, salvando i propri file su applicazioni come Google DriveDropbox iCloud, i dati non vengono memorizzati sul proprio disco rigido locale, ma sui server di chi fornisce il servizio, rendendoli quindi accessibili da qualsiasi dispositivo ed in qualsiasi momento.

La maggior parte di questi servizi consente di sincronizzare i file in locale per poterci lavorare anche senza connessione Internet, ma si tratta di un plus che va oltre le funzionalità base.

Il cloud storage, dunque, non fa altro che memorizzare tutti i propri file preferiti in un unico posto, con il conseguente vantaggio di poterli consultare, modificare, cancellare e/o aggiornare, senza avere quindi più il bisogno di portare con sé hard disk esterni, pen drive USB, o qualsiasi altra cosa che normalmente è possibile smarrire o dimenticare.

Tuttavia, nonostante i dati siano conservati nel cloud, devono comunque essere archiviati fisicamente da qualche parte, ma dove?

Le aziende che offrono Cloud Storage hanno a disposizione Server Farm dedicate alla memorizzazione dei dati, in funzione 24/7. Ma quasi sempre non è possibile conoscere davvero la reale posizione geografica dei nostri dati, a meno che non si esamini la questione in modo molto approfondito, essendo attive tecnologie di ridondanza e di distribuzione contenuti tra più nodi, così da renderli più vicini all’utilizzatore e ridurne i tempi di accesso.

Il punto fondamentale da ricordare è che, sebbene i dati non vengano archiviati fisicamente sul disco rigido locale, nessuno ci garantisce che la conservazione avvenga in maniera sicura al 100%.

Le server farm non sono invincibili: i supporti di archiviazione possono fallire, le aziende possono subire attacchi hacker e i dati possono essere eliminati o compromessi altrettanto facilmente in cloud piuttosto che sul proprio computer, anche per via di password “deboli”.

Per questo motivo è necessario avere cura di effettuare periodicamente backup dei  file archiviati su cloud, per ridurre al minimo il rischio di perdere dati, aziendali o personali, importanti e riservati.

Non è finita qui!

  • Chi ci garantisce che i nostri file non possano essere consultati da persone non autorizzate e diffusi?
  • Come si configura dal punto di vista GDPR l’archiviazione di file potenzialmente critici al di fuori dell’UE?
  • Che tipo di connettività è necessaria per poter usufruire di questo servizio senza problemi?

Continuate a seguirci e lo scoprirete…

Leave a Comment

P.IVA 07024620721